sabato 13 novembre 2010

femminile plurale#5

“È solo sesso, non farci un film!”
Lapidaria. Scolpita. Nella voce e nell’ espressione del suo viso.
Una storia senza futuro può essere solo una storia di sesso.
E va bene, pensa lei, si può fare, può essere bello anche questo!
In effetti sì, sarebbe stato bello anche così. Ma come fare? Come comportarsi e, soprattutto, in che modo proteggersi. Perché lei lo sapeva bene di essere affetta da AMOREFACILE, una patologia frequentemente riscontrata in quasi tutte le sue amiche single della stessa età. Trentadue anni e voglia di una storia d’amore.
Invece la macelleria del pressapochismo continuava e rifilare la solita carne trita.
Poi le tornavano in mente le parole di sua nonna: “mia cara, noi donne non sappiamo fare bene i conti e per una salsiccia siamo disposte a prenderci sempre pure il porco intero!”
Lapidarie parole, scolpite, pure quelle, nella voce e nell’espressione di sua nonna che il “porco intero” se l’era preso sessantatre anni prima e aveva smesso di sopportarlo dopo appena cinque. Ma quelli erano altri tempi e aveva dovuto tenerselo. Nel bene e nel male.
La prima regola da rispettare, le aveva detto la sua migliore amica, è la regola di Pretty woman : niente baci con la lingua. Quelli non vanno proprio bene, ci si mescola troppo.
Ma come si fa a fare sesso con uno che ti tira senza neanche baciarlo? Prima regola infranta. Che buoni i suoi baci, però!
La seconda regola da rispettare, sempre dettata dalla stessa amica,era quella di non dire cose carine. “sì, mi piace!” è ammesso. Lo puoi dire, ma solo se ti sta facendo capire che vuole approvazioni sulla performance.
Qualche miagolio pure, gratificano lo spirito animalesco e illudono il tipo che tu sia sottomessa. “ma ricordati bene, quello che non è assolutamente ammesso è dire frasette insipide tipo: mi sei mancato! No, quello non puoi dirlo, ti sei fregata da sola, perché poi parte una menata interminabile di rimproveri sul fatto che si era detto NIENTESENTIMENTI, niente smancerie.
“io sono un uomo chiaro e schietto, magari ti posso sembrare un po’ stronzo, ma sono coerente”. Peggio di uno stronzo c’è solo uno stronzo coerente.
“te l’ho detto subito, solo sesso, è meglio per tutti. Poi se ci vai sotto non piangere e non dare la colpa a me”.
“E già prima di cominciare ti ritrovi in netta inferiorità.” Continuava la sua amica dall’alto della sua esperienza di storie di solo sesso passate ad innamorarsi del tipo e finite con una LAPIDARIA mazzata sui denti. Sì, le sue erano parole da tenere in considerazione.
Ma lei si domandava:”perché dovremmo essere sempre noi ragazze ad andarci sotto?”
“ credi a me, prevenire e meglio che curare!” aveva concluso l’amica.
E allora lei si disegna una strategia. “infallibile” si dice. Strategia che lui, invece, infallibilmente, demolirà. Troppo abile, lui.
Fanno l’amore, anzi, sesso, l’equivalente di un’ora di sudore in palestra. Finiscono. Lei si alza dal letto. Impunemente usa la sua camicia per coprirsi mentre va in bagno. Non lo guarda nemmeno, si stente forte.
Torna nella stanza, gli rivolge un sorriso malizioso e soddisfatto mentre con le mani fruga per recuperare i propri vestiti … “i maschi stronzi fanno sempre così, hanno sempre un impegno che non può attendere” si dice nella mente mentre continua ad applicare la sua strategia.
Si riveste. Sfila dalla borsetta il rossetto. Lui è rimasto impassibile sotto le lenzuola, ancora nudo. Lo sbircia dallo specchio mentre traccia sulle labbra il bordo col rosso Chanel.
È pronta, bellissima, sexy.
Si avvicina al letto, si abbassa per baciarlo e ringraziarlo del tempo trascorso insieme.
Lui sorride. Lei si gira e prende la borsetta da sopra il comodino.
È fatta, pensa lei, ho fatto sesso come un uomo.
Poi lui le blocca il polso, deciso ma gentile. La guarda come un cucciolo e con una voce velata e dispiaciuta le sussurra: “ dai, non trattarmi come un oggetto, sono un uomo!” allora si alza la trattiene vigorosamente contro il muro, le bacia il collo, le respira addosso tutto il suo desiderio, la spoglia, la possiede, la domina, la controlla … l’orgasmo. Recupera la sua camicia, i suoi vestiti, infila velocemente le scarpe e imboccando la porta le dice: “scappo, ho un impegno che non può attendere.”

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sono io, sono lina, ho 34 anni e parlo di me, delle cose che penso, di quelle che faccio e di quello che non dico e non faccio...non si sa mai.