giovedì 15 maggio 2008

Oggi i miei vicini di casa, fregandosene delle mie continue segnalazioni di illiceità, hanno fatto montare una scala abusiva, che non rispetta la normativa comunale di recupero del centro storico...ho chiamato vigili e tecnico, ho chiesto al ferramentista di fermarsi poichè rischiava di eseguire un lavoro che poi avrebbe dovuto smontare.
RISULTATO:
1) ovviamente sono passata per la stronza del villaggio;
2) sono stata insultata dagli operai del ferramentista...loro poverini non hanno mica capito che la mia lamentela, in realtà li stava tutelando dal rischio di fare il lavoro due volte (senza considerare che stavano lavorando in un cantiere senza rispetto della normativa 626) che stronza...mi preoccupavo anche della loro incolumità.
3) sono quella che non rispetta le regole del buon vicinato rifiutandomi di convenire ad un accordo pacifico che risparmiasse al ferramentista di dover rifare la scala un’altra volta, ma la padrona di casa non ha mai sentito l’esigenza, in più di tre anni, di telefonarmi e cercar una linea di dialogo.
Ora i lavori sono fermi, la scala verrà rifatta secondo i giusti criteri, la vicina, con ogni probabilità, mi manderà i vigili ogni giorno durante i miei lavori di manutenzione...abitare in centro storico è costoso e, soprattutto, ti impone un rispetto profondo di normative assurde che, imponendo vincoli architettonici a volte irragionevoli, limitano le possibilità reali di intervenire con un recupero sostenibile dell’immobile.
Ma sono queste le regole e, inquanto tali e per quanto incomprensibili circa la loro reale utilità, vanno rispettate e fatte rispettare, nella speranza che, prima o poi, si decidano a modificarle con criteri ragionevolmente equi.

N.B. la nota amara di tutto questo è stato il commento di una vicina di casa, di origine macedone, in regola coi documenti di soggiorno, che, commentando il mio legittimo accaloramento mi diceva:” Ma che te ne importa, tanto qui fanno tutti quello che gli pare, basta essere parente di qualcuno che lavora in comune e il gioco è fatto, non puoi attaccarti a certi cavilli, lascia correre!”
Forse lei è sicuramente dotata di più buon senso di me, e chi mi conosce, sicuramente può confermare, ma poi ci ho tenuto a ricordrle che quando ha dovuto presentare la sua domanda di regolarizzazione del soggiorno in Italia, la questura è andata a frugare tra quegli stessi cavilli che oggi mi chiedeva di ignorare...ma allora le regole devono valere sempre solo per alcuni mentre altri se la passano liscia ogni volta?
IO NON CI STO!!!!!

1 commenti:

maury ha detto...

Riguardo alla nota amara penso che dovresti dargli poca importanza.

Tu non stai agendo solo per ideali (a cui qualcuno potrebbe risponderti: "Ma che ti importa"). Qui mi sembra di capire che la scala non rispetta la distanza minima proprio con l'immobile vostro. Quindi sei parte lesa e soprattutto in causa.

A Mosciano succedono le stesse cose. Io ti posso dire che una volta con un esposto abbiamo ottenuto la giustizia che ci spettava. Le cose vanno così non perché basta aggrapparsi al politico di turno, ma anche perché le persone hanno poco coraggio di denunciare i fatti, mettendo e sottoscrivendo nero su bianco. Si parla male, si nominano gli illeciti, ma al momento di concretizzare una segnalazione nessuno si fa avanti. E ripeto, a Mosciano funziona pure così.


Qui da noi con un semplice esposto abbiamo ottenuto il sequestro dei lavori per qualche mese ed il successivo adeguamento alle normative.
Ti crei qualche antipatia, certo, ma togli a qualcuno la voglia di fare il furbo (e questa è anche una bella soddisfazione).

Se hai qualche amico avvocato un esposto ben curato presentato alla procura (o in alcuni casi alla sovrintendenza dei beni culturali, visto che abiti in un centro storico) non ti verrà a costare più di qualche cinquantina di euro.

E tu come hai risolto? Semplicemente segnalando ai vigili?

hablar para mi

sono io, sono lina, ho 34 anni e parlo di me, delle cose che penso, di quelle che faccio e di quello che non dico e non faccio...non si sa mai.