Se lo dicevano pure i romani, allora è proprio vero: il condominio, in questo caso la vita da vicini, è fonte di risse. Quindi, come dice il mio amico Gianni, prima o poi passiamo tutti per essere gli stronzi del villaggio.
Il problema che ho con i miei vicini non è personale, neanche li conosco, e non è neppure con la loro scala, perquanto orribile, l'elemento che mi provoca il verde bile è il tecnico della progettazione; tipico "furbetto del quartiere" che pensa di poter rendere tutti malleabili usando la tecnica del bravo politico e una buona dose di "politichese" linguaggio ibrido frutto di un innesto tra smancerie da ruffiano e una certa conoscenza della lingua italiana, farcita di latinismi piazzati ad hoc tra una frase e l'altra. Un po' per darsi un tono, un po' per farti sentire ignorante qualora non lo capissi. E poi c'è il Comune che fa "integrazioni al PR per il recupero del centro storico" e poi, i virtù di questo recuperopermette che si facciano abusi camuffati da recupero e travestiti da scale di metallo grigio chiaro come quelle dei magazzini (dopo soli cinque giorni è già arrugginita).
Quello che sta dietro al mio NO ALLA SCALA , che comunque le distanze non le rispetta davvero, è che c'è sempre qualcuno che, aggrappandosi al politico di turno, ritiene di poter fare il buono e il cattivo tempo. Semplicemente
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hablar para mi
- lina
- sono io, sono lina, ho 34 anni e parlo di me, delle cose che penso, di quelle che faccio e di quello che non dico e non faccio...non si sa mai.
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